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Azioni: “Sell in may and go away…”, funziona?

Un famosissimo adagio borsistico suggerisce di vendere le azioni a Maggio per poi ricomprarle nell’ultima parte dell’anno. Funziona questa semplicissima “strategia”?

Abbiamo voluto fare un test molto ampio prendendo in considerazione gli ultimi 30 anni su un ventaglio di una decina di mercati azionari nazionali. I risultati sono a tratti sorprendenti.

La simulazione

La simulazione è stata fatta sui seguenti indici azionari: EuroStoxx50 (Europa), CAC40 (Francia), Dax30 (Germania), AEX25 (Grecia), SMI20 (Svizzera), Nikkei225 (Giappone), IBEX35 (Spagna), FTSE100 (Regno Unito), FTSE MIB 40 (Italia), PSI20 (Portogallo), BEL20 (Belgio), DJ30 (Stati Uniti) Nasdaq Composite (Stati Uniti).

Abbiamo scelto un periodo sufficientemente lungo per essere significativo, ma che ci consentisse di analizzare un ampio numero di mercati: in genere 30 anni.

Su questi indici abbiamo ipotizzato di acquistare il primo giorno di borsa aperta ad Ottobre e di vendere il primo giorno di borsa aperta a Maggio dell’anno successivo. Tipicamente la prima operazione è stata iniziata il 1 Ottobre 1987 (iniziando quindi subito con il “lunedì nero” del 19 Ottobre 1987, quando il DJ perse in un solo giorno il 22,61%, con ripercussioni drammatiche su tutte le borse mondiali) e conclusa il 2 Maggio 1988. Il capitale iniziale ipotizzato è pari a 100.000 euro (o dollari, o sterline, o yen in base alla valuta dell’indice). Abbiamo ipotizzato commissioni di negoziazione pari allo 0,2%. Abbiamo fatto il confronto con lo stesso capitale investito all’inizio del periodo e mai più disinvestito fino al 1 Marzo 2017 (Buy & Hold).

Risultati

I risultati sono sintetizzati nella seguente tabella. In allegato al presente articolo pubblichiamo tutti i grafici e le statistiche più dettagliate mercato per mercato (con l’indicazione degli anni negativi, la massima perdita, il massimo drawdown della strategia, ecc.).

Facciamo alcune considerazioni. In primo luogo una curiosità. E decisamente sorprendente constatare che nonostante tutto quello che è successo alla Grecia, considerando gli ultimi 30 anni, il rendimento di una strategia Buy & Hold applicata in Grecia avrebbe portato ad un montante superiore rispetto al Regno Unito, uno dei grandi centri della finanza mondiale!

Anche nel Regno Unito la strategia ha funzionato, ma non in modo così brillante come ha funzionato in molti altri mercati.

Mediamente, le 50 aziende europee maggiormente capitalizzate, negli ultimi 30 anni avrebbero fornito un rendimento di quasi tre volte superiore se comprate ad Ottobre e vendute a Maggio rispetto a chi le avesse tenute in portafoglio senza mai movimentarle.

Strabiliante il risultato del mercato azionario francese. La strategia “Buy & Hold” produce un rendimento del 262% con un montante che arriva a 361.962 mentre la strategia di acquisto ad Ottobre e vendita a Maggio produce un montante di 1.578.501 euro!

Spicca (e l’abbiamo messa appositamente) l’eccezione del più grande mercato azionario fra gli indici che abbiamo analizzato, ovvero il Nasdaq Composite. Per questo indice la strategia avrebbe portato ad una riduzione significativa del rendimento, il 758% contro il 1227%. Anche l’altro indice statunitense non mostra un enorme vantaggio. La strategia è comunque superiore, ma non in modo strabiliante. Paradossalmente quindi, la nazione dove la strategia funziona meno è proprio quella dove il vecchio adagio “sell in May and go away” ha preso più piede.

Andando più in profondità…

Chi si occupa di finanza in modo approfondito conosce bene questo effetto. Se ci fermassimo alle considerazioni sull’analisi aggregata dei dati potremmo trarre delle conclusioni affrettate. Si potrebbe pensare che per guadagnare con le azioni basta applicare questo semplicissimo metodo alla portata di tutti.

Andando ad analizzare più in profondità si può vedere che questa “strategia” non è facilmente sostenibile da tutti perché la volatilità dei rendimenti è comunque molto elevata.

La schermata che segue mostra più informazioni sui rendimenti delle singole operazioni annuali eseguite sul mercato azionario francese (quello che ha dato i risultati più interessanti).

Si può vedere come, sebbene il risultato finale sia stato molto interessante, non sono mancati anni nei quali difficilmente un investitore medio avrebbe avuto la costanza di continuare ad utilizzarlo.

Se è vero che investendo 100.000 euro nel 1988 oggi se ne avrebbero 15 volte tanto, è anche vero che nel 2007-2008 si sarebbe perso circa 130 mila euro e nell’anno successivo sarebbe andata anche peggio, perdendo circa 230 mila euro! Dal suo picco più alto al suo picco più basso la strategia ha fatto perdere 523.970 euro! Quanti investitori avrebbero avuto il sangue freddo di mantenere questa strategia?

Inoltre, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, analizzare solo il risultato finale di un periodo così lungo non ci dice molto rispetto a quello che è successo anno per anno.

Un caso singolare (ed anche poco ripetibile) è ciò che è accaduto in Giappone negli ultimi 30 anni. Il grafico che segue mostra l’andamento del montante nella strategia “buy and hold” (prima curva in alto) con l’andamento del montante della strategia (curva centrale). Il grafico in basso con l’alternarsi di “candele” verdi e rosse mostra invece l’andamento dell’indice. Ogni “candela” rappresenta un mese. Le freccette blu indicano il momento in cui si acquista l’indice e la “x” arancione indica il momento in cui si vende.

 

Si può vedere che per circa 20 anni, questa strategia avrebbe sì ridotto i danni di un mercato azionario disastroso come quello Giapponese, ma non avrebbe fatto comunque guadagnare niente. Solo negli ultimi anni la curva del montante ha dato importanti segni di risveglio. L’analisi dei 30 anni tutti insieme non dice molto su come sono andate veramente le cose. Ragionamenti simili si possono fare per la Grecia, l’Italia, ecc. Quando i mercati non vanno bene, questa strategia può (sottolineiamo il condizionale) fare meglio, ma certo non darà mai soddisfazioni.

Concludendo

E’ indiscutibilmente vero che, complessivamente, i mercati azionari hanno rendimenti concentrati nell’ultima e nella prima parte dell’anno. Maggio-Giugno-Luglio-Agosto e Settembre sono mesi che, mediamente, danno molto meno rendimento. Come per tutto quello che diciamo in riferimento ai mercati finanziari, questa non è una regola matematica. La finanza, contrariamente a ciò che vorrebbero far apparire molti econom

isti, non è una scienza “dura” come la fisica o la chimica. Non esistono “leggi” che sono sempre verificabili, ma esistono probabilità. Non c’è alcun dubbio che le probabilità di avere rendimenti migliori nella prima ed ultima parte dell’anno, con le dovute eccezioni (sia di anni, sia di mercati), è molto elevata.

Questo dimostra che i mercati finanziari tendono a muoversi per cicli i quali hanno una certa ripetitività. Questo accade (contrariamente a quanto la teoria sug

gerisce) nonostante che il fenomeno sia più che studiato.

Di seguito le schermate con tutti i mercati. L’autore è a disposizione per fornire tutto l’elenco delle operazioni con date e prezzi di ciascun mercato.

 

FRANCIA
GERMANIA
USA – DJ
EUROPA STOXX 50
ITALIA
REGNO UNITO
SPAGNA
USA – NASDAQ
GIAPPONE
SVIZZERA
GRECIA
PORTOGALLO
BELGIO