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Giocati dal caso

Ah, il vecchio, annoso problema dell’inferenza statistica.
I media ci riportano quotidianamente statistiche che dimostrerebbero questo o quello e che, al contrario, non dimostrano un bel niente perche’ i numeri sono stati male interpretati.
Il problema e’ che pochissimi sono in grado di comprenderlo.
In Germania la parola “percentuale” e’ tra le piu’ usate dai media: eppure su mille cittadini tedeschi a cui e’ stato chiesto se 40% voglia dire un quarto, quattro su dieci o una persona su 40, piu’ di 300 hanno dato una risposta sbagliata. Sono convinto che in Italia la situazione non sia molto diversa.
C’e’ sicuramente un problema di “analfabetismo statistico” ovvero l’incapacita’ di ragionare su incertezza e rischio. L’analfabetismo statistico e’ abbinato anche ad un problema di tipo psicologico. Il nostro cervello si basa in larga misura sulle “emozioni” e queste, spesso, bloccano biologicamente la parte razionale.
Il modo in cui si propone una scelta collegata con l’incertezza, influenza in maniera significativa l’emozione che questa proposta suscita. Dire che un evento ha il 5% di probabilita’ di realizzarsi o dire che ha il 95% di probabilita’ di non realizzarsi, psicologicamente e’ piuttosto diverso, specialmente se l’evento e’ collegato ad un’emozione forte. Sfortunatamente il cervello umano e’ biologicamente inadatto a trattare con il concetto di probabilita’.
Oltre ad un problema psicologico (che e’ in larga parte ineliminabile), come abbiamo detto, vi e’ un problema di “analfabetismo statistico”.
Recentemente e’ uscito un bellissimo libro di Nassim Nicholas Taleb, per le edizioni Il Saggiatore, dal titolo Giocati dal Casoche propone, con uno stile di scrittura molto godibile, alcuni concetti fondamentali relativi alla probabilita’; concetti che ogni investitore consapevole dovrebbe conoscere.

Quando le probabilita’ vengono sottovalutate
Il nostro cervello, posto davanti a due scelte, tende automaticamente ad assegnargli pari valore. Ma le scelte, di solito, non hanno pari valore. Se c’e’ un evento fortemente spiacevole che ha una scarsa probabilita’ di realizzarsi, di solito tale evento viene trascurato. Ma questo potrebbe essere un grave errore.
Si puo’ comprendere meglio questo concetto con l’esempio della roulette russa.
Si ipotizzi di inserire una pallottola in un tamburo di una pistola con 50 posti: 49 sono innocui ed uno potrebbe esplodere. Si da’ un colpo al tamburo per farlo girare e la pistola e’ pronta per sparare.
. Nessuno si punterebbe la pistola alla tempia, neppure davanti ad una posta molta alta anche se le possiblita’ che la pistola esploda un colpo mortale sono pari “solo” al 2%.
Nella vita reale, purtroppo le “pistole” (in senso figurato) sono molte, i tamburi hanno migliaia di posti e dopo qualche decina di colpi sparati a vuoto ci si dimentica dell’esistenza stessa della pallottola. In poche parole: fare i conti diventa molto complicato.
Per questa ragione e’ necessario non dimenticarsi mai che: le probabilita’ che un evento accada devono essere ponderate per il risultato che tale effetto produce.
Si consideri un investimento che ha contemporaneamente la probabilita’ del 50% di ottenere un rendimento del 5% superiore a quello dei BOT e del 2% di perdere l’80% del capitale investito. E’ un investimento interessante? E’ una scelta complicata, vero? Eppure e’ quel tipo di scelte che regolarmente devono fare gli investitori che utilizzano strumenti finanziariamente con rendimento oscillante (come le azioni). Un buon inizio per fare scelte del genere e’ quello di comprendere meglio il concetto di probabilita’.
Il libro di Taleb puo’ puo’ essere d’aiuto in questo senso.

Quando le probabilita’ vengono sopravvalutate
E’ lunedi’, vi arriva una email con un messaggio anonimo: “In questa settimana la borsa italiana salira’”. Pensate che e’ un messaggio stupido e lo cestinate. La borsa sale realmente ed il lunedi’ successivo arriva un nuovo messaggio: “Ha visto che la previsione era corretta! Questa settimana, la borsa salira’ ancora”. Voi pensate che sia solo un caso, ma la borsa continua a salire realmente. Il messaggio successivo annuncia una flessione e la “previsione” si verifica. Passano una decina di messaggio e voi iniziate a credere che questa persona sia realmente in grado di prevedere il mercato. Un nuovo messaggio vi comunica che se aveste seguito le sue indicazioni avreste guadagnato molti soldi e che potete beneficiare di questa “capacita”” investendo in un fondo che utilizza i loro metodi di “analisi e previsione” dei mercati. Vi convincente e versate 1.000 euro nel “fondo” indicato dal messaggio, che era anche l’ultimo arrivato…
Cosa e’ successo?
Semplice: la persona ha iniziato inviando il messaggio a 100.000 persone, a meta’ ha “previsto” un rialzo del mercato, all’altra meta’ una flessione. La volta dopo, i messaggi sono stati inviati solo alla meta’ “giusta”: a 25.000 persone e’ stato “previsto” il rialzo ed a 25.000 il ribasso e cosi’ via. Dopo un po’ di messaggi un gruppo ristretto dell’1/2% sono diventate le prede e di questi una buona percentuale, di solito, abbocca.
Puo’ sembrare un gioco stupido ma e’ quello che regolarmente fanno i gestori di fondi comuni d’investimento. Ci sono migliaia di fondi comuni d’investimento, solo quelli che vantano performance molto buone li pubblicizzano, ma queste performance, in larga parte, sono frutto del caso. I fondi che hanno performance troppo deludenti vengono chiusi e non entrano piu’ a far parte delle statistiche. Cio’ che i sottoscrittori di fondi continuano a non comprendere e’ che l’andamento dei mercati finanziari e’ in larghissima parte del tutto imprevedibile. Cio’ che un bravo gestore puo’ fare e’ solo controllare il rischio, non prevedere i mercati. Qualunque gestore che asserisce di saper prevedere i mercati con una buona approssimazione o e’ un mentitore o e’ un incapace.
Nicholas Taleb, l’autore del libro che ha dato lo spunto a questo articolo, e’ un gestore di hedge fund, ha lavorato a Wall Street a contatto con molti gestori ritenuti “capaci” e nel suo libro descrive come in realta’ avevano solo attraversato un momento fortunato (momento che statisticamente “doveva” capitare a qualcuno) e non appena la fortuna ha cambiato rotta questi “bravi gestori” sono spariti via.
Quanti “guru” profetizzavano nel 99/2000 un periodo d’espansione perpetua dei mercati finanziari?
Quanti gestori sono rimasti impantanati nell’euforia irrazionale dei mercati azionari di fine millennio? Quasi tutti.
Per questo dovremmo sempre ricordarci che:il fatto che una tipologia d’investimento abbia avuto dei buoni risultati in passato non ci dice assolutamente niente circa il suo rendimento futuro. Fino a quando questo concetto non sara’ ben chiaro nella testa dei risparmiatori, gli stessi rimarranno abbindolati dal problema dell’interferenza statistica.

Spero che il libro di Taleb sia di aiuto ad un buon numero di risparmiatori italiani.