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Investire nelle SPAC?

Le SPAC, una tipologia d’investimento con una lunga storia, da qualche anno stanno riscuotendo sempre più successo e ci sono tutte le caratteristiche affinché diventino il prossimo catalizzatore dell’euforia irrazionale degli investitori retail. In Italia ancora molti non conoscono questo strumento ed è quindi utile fare un breve approfondimento.

 

Cosa sono?

Le SPAC sono aziende quotate in borsa le quali inizialmente possiedono esclusivamente un capiente conto in banca. Lo scopo della SPAC è quello di trovare un’azienda non quotata interessante e comprare una sua consistente partecipazione azionaria realizzando al contempo l’obiettivo di quotarla indirettamente.

Chi compra una SPAC, in pratica, è come se comprasse una scatola con una sorpresa dentro.

 

Perché mai dovrei fare una cosa del genere?

A prima vista può apparire più o meno una follia fare una cosa del genere eppure ci sono degli aspetti molto interessanti. Il valore delle aziende quotate e non quotate, a parità di condizioni, è MOLTO diverso. Si parla di “multipli” per indicare quel fattore moltiplicativo di un indicatore di bilancio che conduce alla stima del valore complessivo. Tipicamente si moltiplicano gli utili (in genere calcolati prima degli interessi, ammortamenti e tasse), mentre altre volte si prende in considerazione il fatturato. I moltiplicatori divergono a seconda del settore di riferimento e su di essi incide molto anche la capacità di crescita dell’azienda stessa. Quindi non ha senso prendere numeri di riferimenti generici. 

Inoltre potremmo dire che se un’azienda non quotata operante in un determinato settore
ha un moltiplicatore di 10, è facile che lo stesso diventi 20 a seguito della quotazione. In altre parole, se un’azienda non quotata che fa 100 milioni di utili viene valutata un miliardo, la stessa può facilmente essere valutata 2 miliardi se viene quotata.

E’ evidente, quindi, che l’idea di creare una corsia privilegiata per la quotazione di un’azienda apporta un potenziale enorme valore.

In quest’ottica, comprare un pezzetto di un conto in banca in attesa di fondersi con un’azienda privata per farla diventare pubblica non è affatto una cattiva idea.

Fino a quando l’azienda obiettivo non è stata trovata, il rischio di diminuzioni del valore dell’azione è estremamente contenuto. Quando l’azienda è stata trovata, se colui che ha svolto l’operazione ha lavorato almeno decentemente è molto difficile che si vada sotto i valori iniziali.

 

Cosa è bene sapere?

Se, a prima vista, l’idea sembrava una follia, dopo questa spiegazione potremmo supporre che esista ciò che in finanza viene chiamato “pasto gratis”. Ovviamente non si tratta né di una né dell’altra cosa. In genere le SPAC prima di identificare l’azienda target acquisiscono già un prezzo superiore al valore del conto in banca. Questo significa che già da subito si è esposti al rischio relativo alla differenza di prezzo.

E’ ovvio che si sta riponendo un’enorme fiducia nei confronti della persona o dell’organizzazione che ha istituito la SPAC. Se questa sbaglia azienda e si fonde con un’azienda mal gestita (magari per suoi interessi personali, che non si possono mai escludere), l’investimento potrebbe anche essere disastroso.

Inoltre le valutazioni azionarie in genere sono sempre molto volatili e legate all’umore del mercato. E’ possibile che una SPAC trovi il suo target e poco dopo arrivi una crisi azionaria che nel giro di poco tempo riduca le valutazioni in generale e magari quell’azienda in particolare potrebbe essere molto penalizzata.

Investire in una SPAC quindi corrisponde a prendersi un rischio molto specifico delegando ad altri il compito di sceglierlo! Ci sono indubbiamente dei vantaggi in questo, ma è molto importante capire bene cosa si sta facendo e decidere di farlo per una frazione molto bassa del proprio portafoglio, sicuramente non superiore all’0,5% del portafoglio per singola SPAC.

 

Le SPAC in futuro

Le SPAC hanno tutte le carte in regole per diventare ciò che nei primi anni del 2000 furono le cosiddette dot-com, ovvero le offerte pubbliche di acquisto (in inglese IPO) delle azioni di aziende tecnologiche che si quotavano a migliaia sul NASDAQ. Al termine di quel periodo, al NASDAQ, esistevano circa 8 mila aziende quotate, mentre nel 2020 questo numero è sceso a poco più di 3 mila aziende.

Le SPAC danno quell’effetto annuncio (in inglese Announcement Effect) che fa schizzare i prezzi. Convenzionalmente (ma non sempre) le SPAC vengono quotate, quando sono vuote, a 10 dollari ad azione. Trattano poi intorno agli 11 dollari mentre sono alla ricerca della “preda” e quando la trovano, possono facilmente schizzare a 15 o venti dollari. Questo genera un effetto “gioco d’azzardo” che negli Stati Uniti si sta diffondendo sempre di più e presto arriverà anche in Italia.

Questo implica che sempre più persone meno qualificate si getteranno alla ricerca del denaro facile e l’ambiente diventerà sempre più pericoloso.

E’ doveroso, quindi, prestare molta attenzione a questo genere di strumenti che potenzialmente sono molto interessanti, ma che vanno maneggiati con grande competenza.