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“Occhio al portafoglio”: una puntata di Report da vedere assolutamente

Lunedì  sera è andata in onda una puntata di Report che merita sicuramente di essere vista da tutti gli investitori italiani. “Occhio al portafoglio” era il titolo della puntata ed era composta da tre temi principali.

Il primo tema riguardava la questione della vendita di diamanti come prodotto d’investimento. Da un bel po’ di tempo alcune fra le principali banche italiane propongono la vendita di diamanti come bene d’investimento, sostenendo che il valore del diamante si rivaluterebbe in maniera costante. Si tratta di una falsità, naturalmente, ma detta fra le “solide” mura della banca, a molti pare plausibile.

Il secondo tema affrontato dalla trasmissione della Gabanelli riguarda le commissioni sui prodotti di risparmio gestito come come polizze vita e fondi comuni d’investimento. Il sistema bancario, nel suo complesso, percepisce circa 20 miliardi all’anno di commissioni sul risparmio gestito al quale non corrisponde un reale servizio. Sono semplicemente soldi che il risparmiatore paga perché è inconsapevole. 20 miliardi all’anno è una cifra enorme che è anche decisamente sottostimata. Prendiamo i fondi comuni d’investimento, che non sono certamente i peggiori prodotti venduti dalle banche.

Dal 2002 al 2012 secondo uno studio del Corriere della Sera, il complesso dei  fondi comuni di diritto italiano ha creato 142 miliardi di plusvalenze: 57 miliardi a favore dei clienti, 85 miliardi a favore del sistema bancario.
Infine, la terza parte della trasmissione riguardava i prodotti finanziari che offrono alle Poste, in particolare sono stati presi i casi dei fondi chiusi immobiliari venduti in modo spesso inconsapevole a pensionati ignari.
Riteniamo che sia importante per i risparmiatori vedere questa inchiesta giornalistica perché apre uno squarcio nel mondo del risparmio gestito che troppo spesso non è conosciuto dai clienti. Se i clienti sapessero veramente quello che c’è dietro allo sportellista bancario o al promotore finanziario che si presenta come consulente finanziario, ma è pagato dalla banca che gli impone certi budget di collocamento di prodotti, molto probabilmente si eviterebbero tante brutte sorprese che puntualmente si abbattono sui loro portafogli finanziari.
Chi l’avesse persa, può rivederla on-line qui