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Strategie avanzate per investire nell’AI – parte 1: i presupposti

Articolo_Strategie avanzate per investire nell'AI_parte 1
Tempo di lettura: 12 minuti

Quando il saggio indica la luna, 
lo stolto guarda il dito.

 

Nei prossimi trimestri, al massimo pochi anni, molti investitori si faranno male, molto male, investendo in azioni a tema “Intelligenza Artificiale”. 

Ho pensato di scrivere questa mini serie di articoli per aiutare quel piccolo gruppo di investitori culturalmente e psicologicamente più preparati e predisposti, non solo ad evitare di finire suggestionati dal clima che si sta creando, ma anche a trarne un enorme vantaggio. Potenzialmente, coloro che oggi hanno un patrimonio nell’ordine delle decine di migliaia di euro, applicando una strategia molto semplice, possono puntare ad avere un patrimonio di un ordine di grandezza superiore: cioè centinaia di migliaia di euro. Coloro che già hanno oggi un patrimonio di centinaia di migliaia di euro potranno raggiungere alcuni milioni di euro. 

La tecnica che descriverò in questa mini-serie di articoli è molto semplice, ma non è affatto facile da applicare, essenzialmente per ragioni psicologiche che descriverò nel prossimo articolo. Se sei una persona alla ricerca di una tecnica per diventare ricco velocemente e facilmente, questa miniserie non fa per te. Purtroppo devi ancora passare da qualche forte scottatura. La bolla che sta per nascere è proprio il clima “perfetto” per farti fare quelle esperienze brucianti che ti aiuteranno a comprendere che non esistono modi per diventare ricchi velocemente e facilmente, certamente non esistono in finanza. Possono esistere i colpi di fortuna, ma se si punta a quelli… allora tanto vale comprare un biglietto della lotteria. 

In certe rare occasioni – come quella che stiamo vivendo – è veramente possibile guadagnare, in modo semplice, tanti, ma tanti, soldi con i mercati finanziari. Questo, però, non è né facile né veloce. E’ sempre importante ribadire che “semplice” e “facile” sono due concetti molto diversi (come ho scritto in questo articolo: La semplice (ma non facile) formula per arricchirsi sui mercati finanziari

Scrivo queste cose perché ho attraversato la bolla finanziaria di Internet direttamente, in prima persona, sia dal lato tecnologico che dal lato degli investimenti finanziari. Ho fatto errori che, visti a distanza di un ventennio, mi sono costati svariati milioni di euro di mancato guadagno. In questi vent’anni mi sono dedicato allo studio della psicologia negli investimenti finanziari ed ho continuato a coltivare la mia passione per la tecnologia. Sono convinto che, sebbene in forme diverse, la sostanza di ciò che è successo nei mercati finanziari tra il 1995 ed il 2003 si stia ripetendo. Non solo. Cosa ben più importante, quello che si ripeterà, maggiorato, è l’aumento della produttività dell’economia reale che internet ha comportato nel passato ventennio. Il prossimo ventennio vedrà un aumento della produttività inimmaginabile e cambiamenti radicali nella natura stessa dell’economia.
I pochissimi che avranno la possibilità di approfittarne potranno godere di disponibilità economiche in grado di cambiare la vita per sé e per i propri cari.

In questo primo articolo vedremo perché questo è possibile. Nel prossimo, invece, vedremo perché la maggioranza degli investitori non potrà approfittare di questi enormi guadagni. Nel terzo articolo tratterò come poterne approfittare, in pratica, descrivendo nel dettaglio una semplice strategia, accompagnata da un foglio di calcolo attraverso il quale si potrà applicare tale strategia alle variazioni dei prezzi del Nasdaq e di singoli titoli nell’era della precedente bolla di Internet. Questa mini serie di articoli continuerà solo se vedrò che ai lettori l’argomento interessa. Per questo, se vuoi che continui a pubblicarli, mostra il tuo interesse. Puoi farlo in due modi: 1) lascia i tuoi riferimenti nella form qui sotto, così verrai anche avvertito quando esce il nuovo articolo 2) interagisci con i post sul social network dove hai trovato questo articolo (quello su LinkedIn o su Facebook), lasciando un commento e/o condividendo il post nel tuo feed e/o mettendo un like. In questo modo il mio obiettivo (evitare ad un maggior numero di persone di farsi male con la prossima bolla finanziaria) sarà forse raggiunto. Se vedrò almeno 300 interazioni (commenti, condivisioni, like) scriverò la seconda e terza parte. In caso contrario mi renderò conto che non vale la pena di dedicare tanto tempo a scrivere i prossimi articoli ma, soprattutto, a fare il foglio di calcolo che consentirà a chi lo vuole di fare “l’esperienza” di vedere come sarebbe andata la strategia in passato cambiando le date di partenza, le cifre, lo strumento, ecc. 

La fase di preparazione della bolla

Come ho scritto in questo articolo, Cosa impariamo dalla inevitabile bolla di Nvidia e dell’Intelligenza Artificiale?, ritengo che sia inevitabile che si formi una bolla finanziaria legata all’Intelligenza Artificiale. Di fatto, si sta già formando, ma molto probabilmente siamo solo all’inizio. A livello accademico, non esiste una definizione condivisa, precisa, quantitativa, del concetto di “bolla finanziaria”, ma alcune caratteristiche comuni sono ben identificate. Si tratta di quel fenomeno che si verifica quando la maggioranza degli investitori tende ad acquistare strumenti finanziari non motivata da una decisione basata sul valore dello strumento, ma dalla convinzione che continuerà a salire perché tutti li vogliono comprare. Un’altra caratteristica importante che identifica la bolla è l’aumento di prezzo eccezionalmente superiore rispetto agli aumenti medi in un periodo di tempo relativamente breve, ma continuato. Sebbene, come ho scritto, non vi sia una precisa definizione quantitativa, un “semplice” raddoppio del prezzo in pochi mesi è qualcosa di abbastanza raro, ma non sufficiente a far parlare di bolla. Quando il prezzo, invece, aumenta di quattro, cinque o più volte nello spazio di qualche mese si tratta di movimenti perfettamente compatibili con una bolla speculativa, la quale potrebbe scoppiare da lì a poco o durare ancora qualche trimestre.

Le fasi di rialzo paraboliche non possono durare per anni. Possono durare svariate settimane, una manciata di mesi, un paio di trimestri, ma non esiste che la crescita parabolica duri un anno continuativamente. 

Può capitare, invece, che la fase di maturazione delle bolla finanziaria possa durare alcuni anni, intervallando periodi di forte crescita a periodi di discese accentuate. La bolla di Internet iniziò a maturare nel 1995. Vediamo il grafico su scala logaritmica dal 1994 al 2003.

Articolo_Diventare ricco con l’Intelligenza Artificiale parte1_1

Come si può vedere, ci sono state sei ondate rialziste inframezzate da 4 correzioni.  A gennaio 1995 l’indice Nasdaq valeva circa 720 punti. A settembre arrivò sopra i 1000 punti per avere poi una pausa fino all’anno successivo quando prese a correre nuovamente fino a 1230 punti nel maggio 1996. Seguì un notevole calo di circa il 15% in poche settimane, calo che recuperò con un’ulteriore crescita fino al gennaio 1997 (seconda ondata rialzista) per poi avere una nuova correzione significativa da febbraio a metà aprile. Da metà aprile fino ad ottobre ‘97 l’indice ebbe un nuovo notevole rialzo passando da circa 1200 punti 1720 punti (terza ondata rialzista). Seguì la quarta ondata rialzista ed una correzione più violenta che portò l’indice, ad ottobre del 1998 a valere meno dell’ottobre precedente. Da quel punto iniziò un rialzo  più violento di tutti quelli precedenti (quinta ondata). Da ottobre ‘98 a febbraio ‘99 l’indice mise a segno una performance di poco inferiore al 100%. Bisogna considerare che parliamo di un indice composto da centinaia di titoli. Fra questi, vi furono performance assolutamente assurde, era considerato “normale” che i titoli raddoppiassero il giorno della quotazione. Dopo la quinta ondata rialzista non ci fu una vera e propria fase di correzione, ma ci fu una fase di crescita meno violenta, inframezzata da piccole prese di beneficio fino ad ottobre ‘99, quando vi fu l’ultima fase di salita parabolica che durò circa cinque mesi e portò ad un ulteriore raddoppio dell’indice fino alla prima settimana del marzo 2000. A quel punto iniziarono quattro violenti movimenti ribassisti che portarono l’indice da 5000 punti del marzo 2000 al minimo di circa 1100 punti nel marzo del 2002, ovvero al livello della prima ondata rialzista del 1995. 

Tante persone sono entrate nel mercato durante le due ultime ondate rialziste di tipo parabolico ed hanno venduto in preda alla disperazione dopo i fatti dell’11 settembre 2001. Tantissimi investitori non vollero più sentir parlare di azioni per molti anni. 

Il dito e la luna

Lo spettacolare movimento speculativo della bolla di internet era solo un “dito”, per quanto ipnotico, che indicava una “luna” molto più significativa. La “luna” che la grande maggioranza degli investitori ha ignorato. La narrativa che “giustificava” quei rialzi assurdi era fondata sul fatto che internet avrebbe rivoluzionato l’intera economia. Questa narrativa era assolutamente vera. Infatti, il “dito” della bolla speculativa indicava che qualcosa di veramente grosso stava per arrivare, ed è effettivamente arrivato, ma serviva tempo. Di seguito riporto sempre il grafico precedente del Nasdaq, ma aggiungendo i venti anni successivi, fino ai giorni nostri. 

Articolo_Diventare ricco con l’Intelligenza Artificiale parte1_2

Dai minimi del 2002 l’indice è cresciuto di circa 15 volte, cioè il 1.500%!  Significa che 20 mila euro investiti all’epoca, sarebbero diventati circa 300 mila euro. Nello stesso periodo l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto solo del 50%. Quindi se fossero stati investiti nel Nasdaq allora, il potere di acquisto del denaro sarebbe stato moltiplicato per 10 volte. Questa è la vera ricchezza che possono dare i mercati finanziari in presenza di una tecnologia rivoluzionaria che pervade l’intera economia. E’ alla “luna” che devono guardare gli investitori, non al dito della bolla speculativa. 

Non voglio neppure citare la crescita che avrebbe realizzato chi non avesse acquistato l’intero indice, ma una manciata di aziende che nel 2002 già apparivano i leader di questa nuova tecnologia. Nel 2002 identificare i leader era molto più semplice rispetto al 1995, ma anche al 1999. Selezionando una quindicina di aziende avremmo sicuramente preso anche tre o quattro aziende che sarebbero andate male, ma anche le due o tre leader che sarebbero cresciute molto di più dell’indice. Solo per far capire l’ordine di grandezza della differenza fra selezionare l’indice o il leader della nuova tecnologia emergente, nel grafico seguente riporto lo stesso grafico precedente con l’aggiunta dell’andamento delle azioni Amazon (che personalmente vendetti poco dopo lo scoppio della bolla, facendo quello che all’epoca ritenevo essere un “buon guadagno” sigh!). 

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Come si può vedere, le frecce che nel precedente grafico avevano un andamento parabolico rispetto alla nuova scala di grandezza per confrontarla con Amazon appaiono piatte! L’indice Nasdaq non si riesce neppure a vedere, ma si tratta esattamente del grafico precedente, solo che la scala adesso, con l’aggiunta del titolo di confronto, lo rende piatto! Amazon, infatti, è cresciuta circa 130 volte di più del Nasdaq (il quale, lo ricordiamo, ha fatto un risultato assolutamente fantastico che sarebbe bastato a far moltiplicare per 10 volte, in termini di potere di acquisto, il capitale investito). La strepitosa crescita successiva allo scoppio della bolla di internet era una crescita basata sul reale aumento di produttività che internet e le tecnologie associate hanno portato all’economia. Non è qualcosa di speculativo, ma di molto più concreto. 

In che fase della bolla siamo?

E’ molto probabile che con l’intelligenza artificiale accadrà qualcosa di simile a ciò che è accaduto con Internet, naturalmente con modalità diverse, ma lo schema di fondo sarà molto probabilmente simile. La storia non si ripete mai uguale a sé stessa, ma fa la rima. Certamente il potenziale dell’intelligenza artificiale è molto più grande di quello – già enorme – di internet. 

Non possiamo sapere quante ondate rialziste serviranno per far maturare e poi scoppiare questa bolla. Possiamo solo fare delle congetture, che rimangono tali. 

Personalmente, per le ragioni che ho spiegato nell’articolo La relazione tra fondamentali e prezzi di borsa ritengo che siano in serbo ancora tante notizie che alimenteranno la narrativa attuale. Ritengo che la diffusione dei robot umanoidi equipaggiati con un “cervello” in grado di apprendere nuovi compiti ed eseguirli, possa rappresentare il momento culminante di questa narrativa. In sintesi, ritengo che siamo ancora nella fase di preparazione della bolla.

Ci tengo a ribadire che le bolle speculative sono la massima espressione dell’irrazionalità dei mercati finanziari. Non è possibile fare nessuna forma di previsione. E’ ben possibile che i prezzi salgano irragionevolmente ben prima della diffusione dei robot. Così come è possibile che la correzione delle bolla che si sta formando sia meno violenta di quanto lo fu nel 2000, anche perché allora la maggioranza delle aziende che si quotavano non aveva uno straccio di fatturato, mentre (almeno ad oggi) le azioni che stanno crescendo in modo parabolico rappresentano aziende con fatturati enormi e bilanci sanissimi. 

Qualunque sia la dinamica della bolla che sta emergendo una cosa è certa: anche questa bolla sarà un “dito” che indicherà un enorme aumento di produttività ed una trasformazione radicale dell’economia per i prossimi venti anni almeno. 

Come e perché sarà semplice (ma non facile) diventare ricchi con l’AI

La possibilità di diventare ricchi con l’intelligenza artificiale non va cercata nei pochi mesi di pura follia che molto probabilmente avremo fra qualche trimestre o fra qualche anno. Pensare di comprare la prossima Nvidia per tentare di venderla dopo che ha raddoppiato nello spazio di pochi mesi non solo è molto rischioso, ma è un magro risultato rispetto a quello che si può fare con molto meno rischio, scegliendo le aziende che avranno dimostrato di resistere allo scoppio della bolla. Quando la bolla sarà maturata e poi scoppierà, allora ci sarà la possibilità di scegliere con calma, di analizzare i vantaggi competitivi delle aziende e di prendere le vere leader. Oggi – salvo poche eccezioni – è molto difficile capire quali saranno i leader ed i modelli di business prevalenti quando l’intelligenza artificiale dominerà l’economia, similmente a come oggi fa internet. Molte aziende che fra 15/20 anni saranno leader non sono ancora quotate. Si sta appena costruendo l’infrastruttura tecnologica, ma la maggioranza dei beni e servizi che verranno realizzati attraverso questa infrastruttura non sono ancora presenti. 

Diventare ricchi con l’intelligenza artificiale sarà realmente semplice perché basterà comprare 10/15 aziende potenzialmente leader in questo settore nel momento in cui la narrativa prevalente collegherà l’espressione “intelligenza artificiale” a termini come “esagerazione”, “speculazione”, “fallimento”, ecc. Oggi può sembrare impossibile che quel momento arriverà, ma è solo questione di tempo. Può essere questione di un paio d’anni, anno in più, anno in meno, ma accadrà proprio quando i vantaggi dell’intelligenza artificiale saranno ancora più chiari ed evidenti rispetto ad oggi. Quello è il momento nel quale investire i propri “big money”. Oggi, durante la fase di preparazione della bolla, può aver senso investire qualcosa più a fini didattici e per avere lo stimolo di restare informati sul settore e sulle aziende, ma non è il momento di investire i soldi che possono realmente cambiare il nostro livello di ricchezza. 

L’esempio della microbolla delle auto elettriche

In piccolo, la dinamica che ho descritto prima si può vedere in atto proprio oggi, mentre scrivo, con la microbolla delle auto elettriche. 

Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, con la diffusione della Tesla Model 3 il mercato ha iniziato a prezzare il fatto che le auto elettriche potessero sostituire quelle a combustione interna. Tesla, la principale azienda allora quotata che operasse esclusivamente in questo settore, iniziò quella che chiamai la “folle corsa” in questo articolo del 4 febbraio 2020: Cosa può insegnarci la folle corsa di Tesla?. Da Maggio 2019 a febbraio 2020 le azioni di Tesla crebbero del 600%. A Marzo 2020 fu quotata un’altra azienda, dal nome (guarda caso…) Nikola, che prometteva di fare TIR in parte elettrici ed in parte ad idrogeno. Le azioni di questa azienda si moltiplicarono per sei volte nello spazio di un paio di mesi, per poi iniziare la rovinosa discesa che dura fino ad oggi. A gennaio del 2021 fu la volta di Lucid Motor, un’azienda nata da un ingegnere di Tesla che produce auto nel segmento di lusso, competitor di Tesla Model S. Anche le azioni di Lucid misero a segno un +500% in poche settimane, per poi fare più o meno la stessa fine di Nikola. Infine a novembre 2021 si è quotata Rivian,un’azienda che fa pickup elettrici. La narrativa delle auto elettriche, dopo l’esperienza di Nikola e Lucid Motor, aveva ormai perso la sua forza, ma era ancora sufficientemente viva da far quotare Rivian a prezzi assurdi (sui 100 dollari) ed oggi l’azione è in discesa dell’80% dai prezzi di quotazione. Si può vedere l’andamento di queste quattro azioni nel seguente grafico. La bolla è chiaramente ai suoi minimi. 

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A circa tre anni di distanza dalla bolla delle auto elettriche è chiarissimo, molto più di allora, che il futuro delle auto sarà realmente l’elettrico. Non era la narrativa ad essere sbagliata, ma i progetti aziendali e le valutazioni. In questi giorni però, se si legge i giornali, si ascoltano video su internet, si ascoltano le radio e televisioni in programmi specializzati, si sente parlare di rallentamento delle vendite, del fatto che i consumatori non sarebbero convinti di comprare le auto elettriche per il fatto che non ci sarebbero sufficienti punti di ricarica e sciocchezze di questo tipo. La narrativa è cambiata proprio adesso che è molto più evidente di allora come sarà la fine della storia e chi sarà il leader indiscusso del mercato delle auto elettriche. Le auto elettriche sono una tecnologica significativa, ma sono niente in confronto a ciò che farà l’intelligenza artificiale, ma la dinamica sarà esattamente la stessa. Fra qualche anno arriverà un momento nel quale i giornali presenteranno l’intelligenza artificiale in chiave di delusione delle aspettative e sarà proprio quello il momento migliore per investire perché i leader saranno ormai chiari ed i prezzi saranno vere e proprie occasioni. 

Ecco perché è semplice, ma non facile, diventare ricchi con l’intelligenza artificiale, servono solo tre cose: 1) crederci, 2) prepararsi per tempo (con la giusta strategia) e 3) avere la pazienza di aspettare (aiutandoci con qualche trucchetto psicologico). 

 

Conclusioni

Se i lettori mostreranno interesse a leggere il continuo di questa mini serie di articoli, nel prossimo articolo scriverò quali sono i tre ostacoli che impediranno alla quasi totalità degli investitori di diventare ricchi con l’intelligenza artificiale (ed anzi, molti perderanno tanti soldi). Capire quali sono i problemi è fondamentale, perché solo così si potrà apprezzare l’importanza della strategia d’investimento che proporrò nel terzo ed ultimo articolo, che accompagnerò con un foglio di calcolo che permetterà di sperimentare la strategia con i dati storici del periodo della bolla di internet. 

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