Non possiamo pretendere che le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose
Albert Einstein
Nel precedente articolo ho spiegato perché vi è, concretamente, la possibilità di moltiplicare per molte volte il proprio capitale grazie all’avvento di questa nuova tecnologia che aumenterà in modo enorme la produttività dell’economia reale. Ho spiegato che le cose da fare sono relativamente semplici, ma non facili.
Saranno pochissime, infatti, le persone che approfitteranno di questa possibilità, in astratto concessa a tutti, ma in concreto realizzata da una insignificante fetta dei potenziali investitori.
È per questo che prima di descrivere in dettaglio la strategia che proporrò nel prossimo articolo è necessario comprendere quali sono gli ostacoli da superare per applicarla in concreto. Applicare la strategia non è complesso, poiché in sé, la strategia è relativamente semplice, ma è molto difficile da mettere in pratica per una serie di ragioni essenzialmente psicologiche che sono l’oggetto di questo articolo.
Le tre “c” da costruire
Il 99% degli investitori è carente in almeno una di quelle che chiamo le tre “c” degli investimenti. La prima “c” sta per Conoscenza, la seconda per Convinzione e la terza per Costanza. Approfondiremo con un paragrafo a parte ciascuna di queste tre C, ma prima desidero sottolineare che vi è una gerarchia fra questi tre concetti. Senza una buona conoscenza non possiamo avere la convinzione necessaria e senza la convinzione non avremo costanza.
La strategia che descriverò nel prossimo articolo è costruita per agevolare lo sviluppo di queste qualità nel tempo, ma è ovvio che l’investitore dovrà mettere un forte impegno personale, poiché la strategia – da sola – non potrà fare tutto il lavoro.
Conoscenza
Investire in un paniere di azioni, come un ETF, richiede un quantitativo di conoscenze notevolmente inferiori rispetto a quelle che servono per investire in singole azioni. L’investimento nella decina di aziende che, dopo lo scoppio della inevitabile bolla dell’intelligenza artificiale, si dimostreranno essere le leader del settore, porterà a rendimenti notevolmente superiori rispetto a quelli – già molto elevati – che si potranno ottenere investendo direttamente nell’indice, ma per investire nelle singole aziende è necessario studiare, studiare e studiare. Servono anni di preparazione nell’analisi aziendale per non lasciarsi fuorviare dalle narrative dei media. Inoltre è indispensabile seguire l’evoluzione delle aziende molto da vicino, conoscerne i prodotti nel dettaglio, i punti di forza e di debolezza, la cultura aziendale, i loro leader, ecc.
Queste parole sono intese a dissuadere gli investitori che non hanno la capacità o la volontà di dedicare così tanto tempo a investire in azioni individuali, attratti da un guadagno che, molto probabilmente, rimarrà solo un potenziale. A causa della mancanza di conoscenze di base, in un dato momento, potrebbe vacillare la convinzione di fronte a performance non all’altezza delle aspettative, e di conseguenza, mancherebbe la perseveranza necessaria per rimanere investiti il tempo sufficiente a vedere crescere i propri capitali.
L’investimento più importante non è quello del proprio denaro, che è naturalmente indispensabile, ma è quello del proprio tempo ed impegno mentale per conoscere e capire nel profondo le aziende nelle quali si vuole investire a lungo termine, possibilmente un paio di decenni. Se non si ha la possibilità di investire così tanto, allora è molto meglio usare un paniere molto diversificato di azioni. Nel prossimo articolo entreremo nei dettagli tecnici delle varie modalità con le quali è possibile farlo. I guadagni saranno notevolmente inferiori rispetto a quelli di un paniere di azioni ristretto e ben scelto, ma saranno comunque molto superiori rispetto all’investimento in un azionario mondiale.
E’ importante sottolineare che anche l’investimento in un paniere molto diversificato di azioni dedicate all’intelligenza artificiale richiede comunque un bagaglio di conoscenze che i più non hanno, anche se molto inferiore. La lettura dei vari articoli che ho scritto su questo tema nel corso degli ultimi anni forniscono informazioni sufficienti per iniziare, ma poi è importante sistematizzare queste conoscenze. Un aspetto fondamentale è conoscere la dinamica che muove i prezzi dei mercati in generale e formarsi quindi aspettative ragionevoli circa le oscillazioni che possono avere le azioni in generale e questa tipologia nello specifico.
Convinzione
Per aumentare di un ordine di grandezza la dimensione del nostro patrimonio finanziario attuale, come abbiamo visto nel precedente articolo e vedremo più dettagliatamente nel prossimo, è necessario fare tre cose: 1) iniziare ad investire piccole cifre nelle aziende che operano nell’intelligenza artificiale attendendo lo scoppio della bolla e la conseguente possibilità di 2) investire grandi quantità nel momento in cui la bolla sarà scoppiata e la narrativa prevalente sarà che l’intelligenza artificiale è stata solo una esagerazione; infine dovremo 3) detenere queste azioni per almeno un decennio e comunque tutto il periodo necessario affinché l’intelligenza artificiale entri nel tessuto economico modificando nel profondo il modo di operare di ogni tipologia di azienda, così come ha fatto internet, ma in modo ancora più incisivo dal punto di vista della produttività.
Molti si potranno chiedere perché non passare direttamente al punto 2. Perché investire soldi sapendo che quando la bolla sarà scoppiata si potrebbero comprare più azioni a parità di denaro investito? Perché non si potrà realizzare il punto 2 senza una fortissima convinzione che si può costruire solo grazie all’esperienza diretta. Possedere piccole quantità di azioni, ci può fornire lo stimolo necessario per studiare la materia. E’ necessario formarsi una convinzione granitica della tesi di fondo, ovvero che l’intelligenza artificiale è destinata a cambiare quasi ogni cosa nella società e nella nostra stessa vita. Se non si ha questa granitica convinzione, non si avrà mai la forza di sovrappesare pesantemente le azioni legate all’intelligenza artificiale nel momento in cui tutti diranno che è stata solo un’esagerazione. Per sviluppare tale forte convinzione è certamente necessaria una profonda conoscenza, ma la conoscenza – da sola – non è sufficiente, perché la conoscenza agisce a livello della corteccia cerebrale, cioè sul ragionamento cosciente. Le decisioni sono prese anche con il contributo del ragionamento, ma l’ultimo passaggio del processo decisionale è sempre determinato – in modo più o meno consapevole – dalle emozioni, cioè dal paleoencefalo. Se la paura prenderà il sopravvento, inevitabilmente prenderemo delle decisioni sbagliate. La paura prenderà il sopravvento se non saremo sufficientemente convinti della tesi di fondo.
Visto che la conoscenza non basta, cosa si deve fare? E’ fondamentale sperimentare il più possibile in prima persona l’intelligenza artificiale e informarsi il più possibile circa le sue evoluzioni. Detenere azioni di queste società, in una certa misura, è come fare un’esperienza diretta. L’esperienza non è conoscenza, è molto di più. Personalmente mi tengo giornalmente aggiornato sull’evoluzione di questa tecnologia e non finisco di stupirmi. Fino a poco tempo fa avevamo mediamente circa una novità importante al mese, adesso abbiamo novità molto significative praticamente ogni settimana. Nei prossimi due paragrafi citerò un paio di esempi, ma ribadisco ancora che è importante approfondire in prima persona e dedicare il tempo necessario per studiare e – quando possibile – provare in prima persona la tecnologia.
Recentemente Antropic, una società che pochi conoscono perché il loro prodotto non è acquistabile in Europa, fondata da due italo americani usciti da Open AI, ha rilasciato la terza versione di Claude, un concorrente di Chat GPT. È veramente impressionante vedere il livello di ragionamento di Claude 3. A fine 2022, quando è uscito Chat GPT 3, eravamo impressionati da come questa macchina fosse in grado di scrivere. Il contenuto era molto superficiale, spesso errato, ma la forma era veramente impressionante e molti rimanevano anche ingannati dal fatto che spesso scrivesse cose sbagliate, ma espresse con una forma così buona che venivano scambiate per vere. Le successive versioni di Chat GPT sono migliorate anche dal punto di vista del contenuto, ma chi ha dimestichezza con questa macchina comprende abbastanza facilmente se un testo è stato scritto da Chat GPT. Claude 3 produce dei testi che non hanno niente a che invidiare a tesine universitarie. Usa sapientemente analogie, metafore, citazioni, sottigliezze stilistiche per introdurre concetti che molto spesso colgono nel cuore del problema proposto. Insomma è un’esperienza che si deve fare per capire (1). Recentemente uno youtuber che si occupa di queste cose ha pubblicato due video molto lunghi nei quali conversa con Claude 3 sul tema dell’intelligenza artificiale generale (AGI), dei pericoli che questa può portare, degli eventuali diritti da concedere a queste macchine, ecc. Lo youtuber in questione commette il chiaro errore di dare un qualche credito alla presunta soggettività della macchina, e questo è chiaramente falso dal momento che impostando le domande in modo diverso si ottengono contenuti diametralmente opposti, ma ciò che impressiona non sono le tesi che sostiene in questa conversazione, quanto l’impressionante qualità del ragionamento. Se si desidera leggere la conversazione completa lo si può fare a questo link. Poiché sono moltissime pagine, suggerisco di leggere la risposta alla domanda che ho evidenziato in giallo. Precedentemente, la macchina aveva più volte risposto presupponendo una sua soggettività, il fatto di essere in qualche modo senziente ed avere -parole sue – “uno slancio di ricerca quasi ossessivo, un bisogno di porre domande, di scavare più a fondo“. Allora lo youtuber gli contesta che ciò non può essere perché la macchina non ha una sua esistenza al di fuori dell’interazione con l’essere umano. La risposta della macchina è impressionante non tanto per il contenuto, ma proprio per il livello di ragionamento che dimostra e la qualità dell’esposizione va ben al di là dell’aspetto sintattico.
Sempre nella scorsa settimana è uscito un nuovo video dell’azienda Figure AI che presenta il robot umanoide di cui ho già presentato un filmato all’interno dell’articolo “Cosa impariamo dalla inevitabile bolla di Nvidia e dell’Intelligenza Artificiale?”. Nel video precedente si vedeva il robot che spostava una cassa da una pila ad un rullo trasportatore. Nell’articolo citavo gli investimenti milionari in questa startup da parte della crema delle aziende tecnologiche fra le quali Open AI (insieme ad Amazon, Microsoft, Nvidia, ecc.). Adesso il modello di linguaggio di Open AI è dentro il robot ed il nuovo video rilasciato mostra delle potenzialità assolutamente impressionanti.
Si vede chiaramente che il robot comprende l’ambiente circostante alla perfezione insieme alle istruzioni dell’umano ed è in grado di eseguirle e spiegare perché ha scelto di compiere certe azioni.
È evidente che siamo ancora ad un prototipo e ci vorrà del tempo per realizzare il prodotto finito e distribuirlo in massa, ma cosa accadrà all’economia quando nel mondo ci saranno miliardi di questi robot, così come oggi abbiamo miliardi di automobili? La presenza di questi prototipi dimostra che non è più una questione ipotetica, ma una questione di tempo. Forse ci vorranno dieci anni, forse ce ne vorranno venti, ma è evidente che nel lungo termine la grande parte del lavoro manuale sarà sostituito da questi robot. In questo processo l’economia subirà un’enorme trasformazione. La produttività aumenterà ad un tasso tale che non si vedeva dall’avvento del motore e dell’elettricità. Il paragone con Internet è sicuramente riduttivo.
Fino a quando queste informazioni rimarranno “notizie” seguite sporadicamente, con incostante curiosità e senza alcun approfondimento, esse resteranno idee vaghe come tante altre, che potranno facilmente essere messe in dubbio. Diventeranno delle convinzioni solo quando l’investitore seguirà attivamente l’evoluzione di questa tecnologia, sperimentandola in prima persona tutte le volte che è possibile.
Solo così, al momento opportuno, avrà il coraggio di investire in percentuali tali da fare la differenza nel lungo termine.
Costanza
Se l’investitore avrà sviluppato una forte convinzione, potrà aver investito pesantemente quando la narrativa comune del mercato dirà che l’Intelligenza Artificiale è stata un’esagerazione speculativa, che alla prova dei fatti ha mostrato grandi limiti e non è così rilevante come si credeva durante la bolla. In questo caso avrà compiuto un passo fondamentale, necessario, per raggiungere l’obiettivo finale (moltiplicare di un ordine di grandezza le proprie disponibilità), ma purtroppo non sarà ancora sufficiente. E’ qui che arriva la parte più difficile, ovvero quella di resistere alla tentazione di fare trading e vendere dopo che l’investimento è salito tantissimo. Ancora una volta, in questa fase, l’investimento in singole azioni è di gran lunga più complesso rispetto all’investimento in un indice.
Il viaggio che porterà ad aumentare il valore dell’investimento di svariate volte non sarà certo lineare. All’inizio potremo aver comprato troppo presto e la discesa potrebbe continuare, mettendo già a dura prova l’aderenza alla strategia.
Tipicamente, dopo aver toccato il fondo della discesa e dopo una prima ripresa, ci potrà essere una fase di stallo nel quale il mercato non scende più ma nemmeno risale. Poi ci potrà essere una salita in linea con quella del mercato. Potranno passare anche diversi anni prima di vedere dei risultati importanti. Fra i pochissimi che riusciranno a realizzare il secondo punto, la maggioranza non avrà la costanza sufficiente per dare il tempo all’intelligenza artificiale di diffondersi in ogni settore dell’economia. Durante la formazione della bolla così come durante lo scoppio il tema dell’intelligenza artificiale sarà centrale nella narrativa prevalente. Prima in modo esageratamente ottimista, poi in modo esageratamente pessimista. Dopo un po’ di anni si tenderà a non parlarne più come narrativa prevalente, così come oggi si tende a dare Internet come scontato. E’ proprio durante questo “silenzio mediatico” che accadranno le cose veramente importanti, ma serve molta costanza per continuare ad aderire alla tesi di fondo. Una buona strategia può aiutare ad agire con più costanza, ma tanto dipende anche dal carattere dell’investitore e dalla sua conoscenza della materia e convinzione.
Conclusione
Come spero di aver spiegato dettagliatamente, diventare ricchi investendo nell’intelligenza artificiale non è facile. Se lo fosse, non ci sarebbe questo guadagno straordinario. Se tutto si riducesse a seguire una formuletta da leggere in un sito internet, sicuramente tale formuletta sarebbe inefficace. La posta è alta perché l’impegno richiesto all’investitore è notevole. La grande maggioranza delle persone desidera ottenere grandi risultati con piccoli sforzi. Se tu, caro lettore, sei arrivato fino a questo punto, molto probabilmente non fai parte di questa categoria. L’invito quindi è di prepararti ad un lungo percorso che però ha la possibilità di trasformare in modo significativa il tuo livello di ricchezza. Opportunità come quella che l’intelligenza artificiale sta offrendo sono rare. Un’innovazione così dirompente e rivoluzionaria si verifica solo ogni paio di decenni, se non addirittura secoli.
Se pensi di avere le caratteristiche necessarie per formarti la conoscenza, la convinzione e la costanza e se sei determinato a fare, come diceva Einstein, cose diverse dal solito al fine di ottenere risultati diversi dal solito, allora nel prossimo articolo scenderemo nei dettagli della strategia che ti propongo.
Nota (1) Per poter parlare con Claude 3 è necessario utilizzare un VPN o, in modo ancora più semplice, si può scaricare navigare attraverso il browser Opera che incorpora una semplice VPN.


