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Fiere 2026: scopri come ottenere fino a 46.000 euro con il voucher Lazio per l’internazionalizzazione delle PMI

Tempo di lettura: 2 minuti

Per molte PMI, la partecipazione a fiere internazionali è la porta d’accesso a nuovi mercati. Il Voucher Internazionalizzazione PMI 2026 della Regione Lazio nasce esattamente con questo obiettivo: sostenere la presenza delle imprese a Fiere Internazionali B2B e accelerare processi di apertura all’estero. Il bando mette a disposizione una dotazione complessiva di 10 milioni di euro nell’ambito del Programma FESR 2021-2027.

Il contributo è a fondo perduto in regime de minimis, strutturato in modo forfettario per ogni fiera: 15.240 euro complessivi, somma che deriva da 12.700 euro forfettari per la partecipazione più un 20% a copertura dei costi diretti del personale, calcolato automaticamente in piattaforma. L’impostazione è semplice: l’importo non dipende dai giustificativi di spesa, ma dall’effettiva partecipazione conforme ai requisiti del bando.

L’intervento è rivolto alle PMI iscritte al Registro Imprese con almeno una sede operativa nel Lazio. Il progetto ammissibile prevede la partecipazione, con stand fisico proprio, fino a tre fiere che si svolgono e si concludono tutte nel 2026. È ammessa sia la partecipazione a fiere all’estero sia a fiere in Italia, purché queste ultime risultino censite come “internazionali” nel calendario fieristico nazionale 2026 vigente al 28 novembre 2025. Non sono ammessi spazi collettivi o la partecipazione tramite intermediari italiani;

Le domande potranno essere presentate nel periodo che va dal 28 ottobre 2025 al 28 novembre 2025. La selezione è a graduatoria, non a “click day”: i progetti vengono ordinati in base ai punteggi dichiarati su criteri che premiano, tra gli altri, il profilo di internazionalizzazione dell’impresa, la dimensione occupazionale, l’articolazione del progetto (fino a tre fiere, con premialità se all’estero), l’assenza di contributi nelle edizioni precedenti, eventuale certificazione di parità di genere, impresa giovanile e certificazioni ambientali. Questo meccanismo spinge le PMI a impostare progetti coerenti e credibili, piuttosto che puntare sulla velocità di invio.  Dal punto di vista operativo, l’erogazione alle imprese risultanti beneficiarie del contributo avverrà a saldo, in un’unica soluzione.

Due note strategiche meritano attenzione. La prima riguarda la scelta delle fiere: il bando incentiva progetti più strutturati e, se possibile, con una componente all’estero. La seconda è la tempistica: la finestra 28/10–28/11/2025 consente di presentare domanda con un calendario 2026 già definito; conviene arrivare pronti con un pacchetto documentale ordinato e una chiara narrazione del progetto che valorizzi la strategia di ingresso o consolidamento sui mercati target.

In conclusione, il Voucher Internazionalizzazione PMI 2026 è uno strumento snello che riduce la burocrazia di rendicontazione grazie al contributo forfettario e premia la qualità progettuale. Per le imprese che vogliono crescere oltre confine, rappresenta un’occasione concreta per finanziare fino a tre appuntamenti fieristici chiave nel 2026, con procedure digitali e criteri di valutazione trasparenti. Per massimizzare le possibilità di ammissione e, soprattutto, l’impatto commerciale, l’ideale è integrare fin da subito marketing, vendite, export management e adempimenti amministrativi in un unico piano di lavoro.

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