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Soldi: hai un piano o navighi a vista?

La settimana passata ha accentuato i movimenti nei mercati finanziari che hanno caratterizzato un po’ tutto febbraio facendo sorgere più di un dubbio, in particolare in quegli investitori che sono entrati nei mercati azionari solo ultimamente, sull’onda dei rialzi che apparivano quasi senza sosta, in particolare nei tecnologici. 

E’ stato proprio quel settore che ha sofferto molto. Quando accadono queste scosse sui mercati, l’attenzione si focalizza tutta sulle cause. La mente degli investitori va subito a tentare di identificare il “perché”. Tutta l’informazione finanziaria è progettata per soddisfare questa esigenza. Così si sprecano fiumi di parole per “spiegare” che il rialzo dei tassi spaventerebbe il mercato, qualcuno arriva perfino a paventare un periodo di iperinflazione simile a quello accaduto durante la repubblica di Weimer… 

Poi, magari, basta un giorno positivo come ieri per tornare a fugare ogni dubbio e cancellare tutte le preoccupazioni… fino al prossimo scossone. 

In venti anni che mi occupo professionalmente di mercati ho visto questo copione ripetersi sempre uguale con una infinità di “attori” e “palcoscenici” diversi. 

Se dovessi riassumere in una sola frase la cosa più preziosa che ho appreso (e che vedo confermare costantemente) è la seguente: i mercati finanziari premiano più di ogni cosa la “paziente saggezza”

Guadagnare, anche molto bene, sui mercati finanziari è semplice, ma non è facile. E’ semplice perché le cose da sapere sono relativamente poche e abbastanza facilmente comprensibili. 

La finanza è percepita come complicatissima perché quasi tutti tentano di fare l’impossibile: prevedere l’andamento futuro dei prezzi nel breve/medio termine e comprare (o vendere) quando si pensa che da lì a poco i prezzi saliranno (o scenderanno). Allora le cose si complicano incredibilmente ma non perché lo siano effettivamente, ma solo perché si tenta di giustificare l’ingiustificabile. E’ come un’enorme costellazione di epicicli nel sistema tolemaico che tentava di spiegare che la terra era ferma ed i pianeti giravano intorno. E’ una complicazione del tutto inutile, anzi dannosa.

Se in finanza c’è qualcosa che non riesci a capire, dopo che qualcuno di competente ha provato a spiegartela in modo semplice, è molto probabile che non ci sia niente da capire. 

E’ molto probabile che quella cosa che non capisci serva a tentare di fare qualcosa di insensato.

Compreso che le cose serie, in finanza, sono semplici, bisogna anche capire che non è facile metterle in pratica perché abbiamo un ostacolo molto duro da superare: noi stessi. Saremo sempre costantemente assaliti da dubbi. Vedremo continuamente quasi tutte le persone intorno a noi comportarsi in modo opposto a quello che la paziente saggezza ci avrà detto di fare. I nuovi “attori” che salgono sul nuovo “palcoscenico” a ripetere costantemente il solito copione, nelle infinite variazioni, ci attireranno sempre – come potentissimi magneti attirano il ferro – nelle loro storie. “Questa volta è diverso!” ci dirà una vocina dentro di noi. “Questa volta non ti puoi far scappare questa occasione! E’ unica!”, oppure: “Questa volta crolla tutto, proteggi i tuoi guadagni fino a quando sei in tempo, altrimenti te ne pentirai!

Te lo dico subito: se pensi che la soluzione sia la forza di volontà, il carattere o che te sei diverso dagli altri e non ti farai prendere da queste “vocine”, sei completamente fuori strada. 

L’unica soluzione veramente efficace che conosco è costruirsi un proprio piano finanziario.  

 

Perché serve un piano?

Riducendo i ragionamenti all’essenziale, tutti i discorsi che facciamo in finanza servono a rispondere alla seguente domanda: premesso che ho dei soldi (liquidi o investiti) compro  oppure vendo qualcosa che ho già comprato? Poi arrivano tutte le specifiche: quando, cosa, in che quantità, ecc.?

Se presti un po’ di attenzione, potrai renderti conto che queste domande sono incomplete. Mancano di una componente fondamentale che viene data per scontata, ma è proprio in questa componente apparentemente scontata che risiede tutto il problema. 

Questa componente è il perché?

Vendo o compro, questo o quello, in questa quantità o in quest’altra, ma… a quale scopo?

Per molti la domanda è priva di senso: è ovvio che se investo lo faccio per guadagnare, ma che domande sono

Certo che investiamo per guadagnare, ma poiché ogni scelta finanziaria è, per definizione, incerta, il punto è quanto abbiamo bisogno di guadagnare e per quando.

Avere molto ben definito, per scritto, cosa ci serve, cioè la lista degli obiettivi finanziari, ci fornisce uno strumento tremendamente potente per cambiare completamente la prospettiva delle scelte finanziarie. Non siamo più in balia dei mercati finanziari, non navighiamo più a vista, ma torniamo ad avere il timone saldamente nelle nostre mani. 

La grandissima potenza di un piano finanziario ben progettato consiste nel darci la possibilità di fare scelte finanziarie senza la necessità di prevedere l’andamento di breve/medio termine dei mercati

Facciamo un esempio semplice per capire perché avere un piano cambia tutto. 

Immaginiamo l’investitore Mario che non ha un piano finanziario, ha circa 40 anni, un buon reddito che gli consente di accantonare circa 10 mila euro l’anno. 

L’anno scorso, Mario aveva circa 200 mila euro quasi tutti liquidi e seguendo il consiglio di un suo amico ne ha investiti 50 mila in azioni, molte delle quali tecnologiche e sulle energie rinnovabili. A distanza di un anno queste azioni hanno quasi raddoppiato. 

Mario non ha mai visto un guadagno così grande in così poco tempo e sebbene creda fortemente che queste aziende saranno il futuro è molto tentato dall’idea di “consolidare i guadagni”.  Cosa dovrebbe fare Mario? La risposta più corretta a questa domanda è che si tratta semplicemente di un problema senza soluzione anche perché non c’è un obiettivo dichiarato e se l’obiettivo implicito fosse ottimizzare il rendimento di breve termine la soluzione sarebbe comunque ignota ed impossibile da calcolare. 

Adesso passiamo ad Paolo che è nelle stesse identiche condizioni di Mario solo che Paolo ha una serie di obiettivi definitivi fra i quali ritirarsi in una casetta di campagna quando potrà smettere di lavorare. Per questo obiettivo Paolo ha stimato che deve accumulare almeno altri 500 mila euro e che gli potranno servire dai 15 ai 20 anni per raggiungere il suo sogno. 

Paolo si è fatto un po’ di semplici calcoli e sa che i mercati azionari gli dovranno dare una grande mano affinché lui possa ritirarsi presto nella sua casetta di campagna.

Paolo non ha alcun dubbio sul fatto che questa buona partenza delle sue azioni nel 2020 è solo l’inizio. Il suo piano prevede di accumulare sulle discese dei prezzi. Il buon guadagno che ha fatto (e che tanto ingolosisce Mario) non lo attrae per niente, perché non gli consente di raggiungere i suoi obiettivi. Paolo non sa se le azioni continueranno a crescere nel 2021 o crolleranno. Però, avendo un piano, sa cosa farà sia in un caso che nell’altro. 

Se dovessero continuare a salire, comprerà poco, se dovessero crollare, comprerà tanto. (Non è importante qui specificare bene cosa s’intende per poco o tanto,  ovvio che un piano lo deve descrivere nel dettaglio)

 

E tu, per i tuoi soldi? Hai un piano o navighi a vista?

E tu, caro lettore? Sei come Mario o sei come Paolo? Hai un piano o navighi a vista? Se sei come la quasi totalità degli italiani, anche tu navighi a vista. Le tue scelte finanziarie sono frutto dello stratificarsi dei vari consigli dei dipendenti bancari, promotori finanziari, amici, scelte fatte sulla base delle notizie, ecc. 

Qualche volta è andata bene, più spesso è andata maluccio, qualche volta è andata molto male. Hai sempre dato la responsabilità alla fortuna, a questo fatto o a quell’altro e non ti sei mai assunto in prima persona la responsabilità delle tue scelte facendo un elenco di priorità. 

Non pensi che sia giunto il momento di prendere in mano il controllo delle tue finanze?