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Alla ricerca del portafoglio perfetto: Myron Scholes

Tempo di lettura: 3 minuti

Sesto articolo della serie Alla ricerca del portafoglio perfetto (l’episodio precedente era dedicato a Harry Markowitz). Ricordiamo che questa serie di articoli è tratta dalla playlist su YouTube dal titolo: In Pursuit of the Perfect Portfolio Series

L’intervistatore è Stephen Foerster, professore di Finanza presso la Ivey Business School e l’intervistato è Myron S. Scholes, economista, premio Nobel per l’economia (assieme a Robert Merton) ed ideatore del modello Black – Scholes per il calcolo del prezzo delle opzioni.

Biografia 

Myron Samuel Scholes (Timmins, Ontario – 1941) è un economista e accademico noto per i suoi significativi contributi nel campo della finanza. Durante gli anni dell’adolescenza e dell’università, sviluppò un interesse per l’economia e le finanze, influenzato dalla famiglia e da professori come George Stigler e Milton Friedman presso l’Università di Chicago.

Nel corso del suo dottorato presso l’Università di Chicago, Scholes si immerse nel mondo della programmazione informatica, scoprendo una nuova passione per l’economia e la ricerca.

La sua carriera accademica lo portò prima al MIT come Assistant Professor of Finance, dove collaborò con figure di spicco come Fischer Black e Robert Merton. In seguito, tornò all’Università di Chicago, contribuendo significativamente alla crescita del programma di economia finanziaria.

Myron Scholes è particolarmente noto per aver ricevuto il Premio Nobel per l’Economia nel 1997, insieme a Robert Merton. Il riconoscimento è stato assegnato per i loro contributi pionieristici allo sviluppo di un nuovo metodo per determinare il valore delle opzioni, noto come il Modello di Black-Scholes-Merton.

La definizione del Portafoglio Perfetto

Scholes riconosce che il concetto di un portafoglio perfetto potrebbe essere un’illusione nella pratica, ma sottolinea l’importanza di comprendere ciò che gli investitori cercano realmente. Secondo il premio Nobel, gli investitori dovrebbero focalizzarsi principalmente sulla ricchezza finale, sul rendimento composto e sulla riduzione massima del valore del portafoglio (drawdown). Scholes critica l’attenzione tradizionale data ai rendimenti relativi, come il confronto delle prestazioni con benchmark quali l’S&P 500 o una strategia di allocazione 60/40. Egli argomenta che concentrarsi sulle metriche (come i rendimenti medi o l’indice di Sharpe) trascura il vero fine dell’investimento: il rendimento assoluto. Il portafoglio ideale dovrebbe concentrarsi sul rendimento assoluto piuttosto che su quello relativo, perché quest’ultimo tende a trascurare il rischio intrinseco del benchmark stesso. L’analogia usata da Scholes è quella dei passeggeri sul ponte del Titanic: mentre la musica suona e tutti si godono la festa sul ponte superiore, ignari del pericolo, coloro che si trovano nei ponti inferiori stanno già affrontando la tragedia. In modo simile, quando ci si focalizza sui benchmark o sui rendimenti medi, si sta ignorando l’aspetto più cruciale dell’investimento, ovvero il rendimento composto.

Poichè per l’investitore il vero fine è l’accumulo di ricchezza al termine del proprio orizzonte di investimento o al raggiungimento della pensione, più che la volatilità di mercato, ciò che conta è limitare il rischio di perdite rilevanti, ovvero il drawdown. Scholes sottolinea l’importanza di concentrarsi su questo tipo di rischio e raccomanda l’uso di derivati come strumenti per acquisire conoscenze approfondite sugli asset e gestire il rischio in maniera efficace.

L’approccio ottimale che Scholes propone può contribuire a incrementare il valore finale del portafoglio, riducendo gli effetti degli eventi estremi, (o ‘code’), quelli che possono avere l’impatto maggiore, e pertanto meritano un’attenzione particolare nella gestione del rischio.

Un altro punto cruciale sollevato da Scholes è la pericolosa assunzione di distribuzioni normali dei rendimenti, volatilità costante e una media dei rendimenti del portafoglio immutabile. Egli sostiene che tali presupposti sono poco realistici nel contesto dinamico dei mercati finanziari.

Queste riflessioni conducono a una conclusione evidente: il mondo degli investimenti è complesso e in perenne mutamento. Per navigare con successo nel mondo degli investimenti, è essenziale che gli investitori adottino una strategia flessibile e informata, che tenga conto delle peculiarità individuali e delle condizioni di mercato in continua evoluzione. Una tale strategia dinamica potrebbe rivelarsi cruciale nella costruzione di un portafoglio ottimale.

Alla ricerca del portafoglio perfetto vi aspetta il prossimo giovedì, con una puntata dedicata al premio Nobel William Sharpe.

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